Sistema ascolto per Agenzia delle entrate

Comunicare all’Agenzia delle Entrate reclami, suggerimenti, consigli e apprezzamenti, nonché opinioni sul sostegno telefonico fornito dai Centri di assistenza multicanale (Cam), che rappresenta il 20% dei servizi forniti, d’ora in poi sarà possibile direttamente online. L’Agenzia ha infatti ampliato il proprio “Sistema di ascolto” per capire come migliorare ulteriormente i propri servizi offerti ai contribuenti intercettando e quindi eliminando eventuali anomalie organizzative. L’idea è non solo di rispondere efficacemente ai reclami per fronteggiare le criticità ma anche di analizzare il grado di soddisfazione degli utenti per affinare i propri processi operativi. Per questo l’Agenzia ha introdotto nel sistema di gestione delle segnalazioni del contribuente anche la rilevazione degli “elogi” degli utenti. Finora invece potevano essere fornite solo le proprie osservazioni negative, per segnalare disservizi, e questo andava fatto compilando un modulo cartaceo da presentare presso gli uffici, oggi tale possibilità è ancora presente ma è possibile farlo anche sul web e presto si passerà alla modalità online esclusiva. Già da ora le segnalazioni per l’attività di assistenza telefonica possono essere presentate solo tramite procedura web, mentre per gli uffici Territorio al momento è disponibile soltanto la modalità cartacea. Per fornire all’Agenzia delle Entrate la propria opinione è necessario seguire il seguente percorso: cliccare sul box “Contatta l’Agenzia“, quindi selezionare l’opzione “Reclami, elogi e suggerimenti” e scegliere tra “Uffici Entrate” o “Uffici Territorio”. A questo punto vanno inseriti i propri dati anagrafici e un indirizzo di posta elettronica valido, dopo di che sarà possibile presentare la propria segnalazione all’Agenzia. Quest’ultima prenderà poi in carico la segnalazione e, grazie al nuovo canale, tradurrà le segnalazioni degli utenti in specifici input diretti a migliorare i processi operativi. Fonte: Agenzia delle...

No al tetto aziendale per contratti a termine

No al tetto aziendale per i contratti di lavoro a termine e no all’abolizione del piano formativo individuale per gli apprendisti. Queste le due principali osservazioni di Unimpresa in relazione al decreto legge in materia del lavoro varato dal governo e all’esame della Camera dei deputati. “Le misure introdotte dell’esecutivo di Matteo Renzi – spiega il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi – sono certamente apprezzabili, ma riteniamo opportune alcune correzioni. Speriamo che ci sia il tempo, oltre che la volontà da parte della maggioranza parlamentare, di modificare il testo nel corso dell’iter parlamentare”. Secondo gli esperti dell’associazione, per quanto riguarda i contratti a termine, è di grande importanza l’eliminazione della causale e la possibilità di procedere a più di una proroga senza obbligare le aziende a pericolose ed elusive chiusure e riaperture contrattuali nel rispetto dei periodi di latenza. Il vero nodo però è, in controtendenza con lo spirito generale che ha animato negli ultimi anni il legislatore, l’aver stabilito una percentuale massima di lavoratori a termine presenti in azienda. Ciò è mortificante sia per le micro e piccole imprese sia per le stesse parti sociali cui la precedente costruzione normativa attribuiva l’incarico di stabilire tale limite. Per le prime (le micro e piccole che rappresentano il 95% del totale delle imprese) significa ridurre al lumicino le assunzioni di lavoratori temporanei e somministrati; per le seconde, le parti sociali, significa vedersi espropriato un ruolo o comunque dover fare i conti con una percentuale che la legge prevede astrattamente congrua per tutti. Sarà difficile immaginare grandi scostamenti dal limite legale a opera dei contratti collettivi nazionali di lavoro, più semplice sarà in caso di contrattazione aziendale che di fatto però taglierà fuori nuovamente le micro imprese. Quanto alle novità introdotte in materia di apprendistato, appare lodevole la motivazione, molto meno il risultato. Se partiamo dall’assunto che la vera attività formativa...

Bonus imprese che assumono

Le aziende che entro la scadenza del 12 aprile hanno inviato all’INPS domanda di incentivo all’assunzione di lavoratori licenziati – ai sensi del decreto n. 264 del 19 aprile 2013 del Ministero del Lavoro – hanno ora diritto ad un contributo fino a 190 euro al mese per ogni lavoratore assunto. L’erogazione del beneficio economico è subordinato alle condizioni di regolarità contributiva, obblighi di sicurezza sul lavoro, accordi e contratti (nazionali, regionali, territoriali o aziendali) e alla disciplina UE sugli aiuti de minimis. L’impresa non deve neppure trovarsi in difficoltà economica. Il contributo spettante La domanda online tramite modulo LICE è visionabile dal Cassetto previdenziale Aziende (o Aziende agricole) sul sito INPS, ma è l’istituto a dare avviso dell’accettazione delle istanze: le singole aziende riceveranno comunicazione con l’importo complessivo spettante. •Assunzione a tempo determinato: 190 euro al mese per lavoratore. •Assunzione a termine di durata inferiore a sei mesi: bonus ridotto in proporzione. •Proroga e trasformazione a tempo indeterminato: bonus per un massimo di dodici mesi. •Proroga e trasformazione di un rapporto instaurato prima del 2013 con lavoratori iscritti alla piccola mobilità: beneficio calcolato a decorrere dalla data della proroga e trasformazione. Lavoratori con diritto al contributo L’incentivo spetta ai datori di lavoro privati che nel 2013 hanno assunto lavoratori nei 12 mesi prima impiegati in imprese con meno di 15 dipendenti. Per avere diritto al beneficio, finalizzato a promuovere la ricollocazione di questi soggetti, le assunzioni devono riguardare: •licenziati per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro; •lavoratori che hanno accettato l’estinzione del rapporto di lavoro in sede di conciliazione successiva al preavviso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo; •proroga e trasformazione in contratto a tempo indeterminato di un rapporto di lavoro instaurato nel 2013 (anche iscritti alla piccola mobilità). Casi particolari In caso di trasformazione a scopo di somministrazione, il...

Durc interno slitta a maggio

Il DURC interno slitta al prossimo 15 maggio: lo comunica l’INPS, correggendo i termini annunciati a febbraio per il riavvio della procedura atta a rilevare eventuali inadempienze delle aziende in tema di regolarità contributiva, a cui sono subordinati i benefici normativi e contributivi previsti dalla finanziaria 2007 (legge 296/2006, articolo unico,comma 1175). In base al messaggio n. 2889, la prima comunicazione alle aziende inadempienti doveva arrivare il 15 aprile (per irregolarità emerse dal primo aprile). Invece, il nuovo messaggio INPS n.4069 ha stabilito che il primo “preavviso” arriverà il 15 maggio, inviato esclusivamente alle aziende con irregolarità o esigenze di rettifica. Il DURC interno Il sistema del DURC interno prevede l’invio di una comunicazione su base mensile: nel cassetto previdenziale dell’azienda appare semaforo rosso, giallo e verde corrispondente rispettivamente a un esito negativo, temporaneamente negativo o positivo. Il preavviso arriva il 15 di ogni mese: si tratta del semaforo giallo con invito a regolarizzare la posizione entro 15 giorni (fine mese). Se questo avviene scatta il semaforo verde e l’azienda ha diritto ai benefici fiscali e contributivi. Se la posizione non viene sanata il semaforo diventa rosso e per il mese a cui si riferisce l’azienda non ha benefici Il semaforo rosso, dunque, scatta per inadempienza con carico contabile, indipendentemente dai saldi. L’attribuzione di regolarità è compromessa in presenza di inadempienze in fase amministrativa sugli archivi del Recupero Crediti (EAP e NRC), con le seguenti eccezioni: contenzioso amministrativo in corso, inadempienze in attesa di abbandono totale inadempienze che rientrano in una rateazione in corso di pagamento. CSL 8314, 8315 e 9112 per la quale, in sede di apposizione su NRC, è stato indicato SI nell’apposito campo istituito per determinare la regolarità ai fini DURC (vedi punto B del messaggio 003069/2014). Le note di rettifica già calcolate per il 15 maggio saranno ricalcolate al 15 giugno 2014 e inviate alle...

Premio Innovatori d’Impresa

“Innovatori d’Impresa”, questo il Premio che Unioncamere promuove al fine di sostenere l’imprenditorialità e soprattutto quella giovanile. Un’importante possibilità è offerta proprio da Unioncamere, che con questo Premio vuole diffondere le esperienze imprenditoriali di successo per cercare di avere una crescita dell’economia grazie alla partecipazione dei giovani imprenditori. Portare innovazione, raccontare la propria attività e il proprio mondo lavorativo, questo è ciò che si chiede ai giovani imprenditori per candidarsi al Premio “Innovatori d’Impresa”. Raccogliere idee, esperienze imprenditoriale, contributi essenziali per dare il via ad una crescita e allo sviluppo dei territori per contribuire ai beni e servizi del sistema produttivo. Candidarsi al Premio è semplicissimo, basta collegarsi al sito www.innovatoridimpresa.it o www.we4italy.it e inviare la propria candidatura online entro e non oltre il 5 maggio 2014. Weforitaly e Unioncamera insieme per rilanciare i giovani e l’imprenditoria. Il premio dà la possibilità di farsi conoscere con le proprie capacità e la propria esperienza imprenditoriale, per premiare l’iniziativa e l’innovazione giovanile. Per maggiori informazioni è possibile contattare la Sede Unimpresa Provinciale Salerno a segreteria@unimpresasalerno.it  o al numero...

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