Sicurezza su lavoro, il datore non è responsabile per l’operaio distratto

Il datore di lavoro non ha un obbligo di vigilanza assoluta nei riguardi del lavoratore, ma una volta forniti tutti i mezzi idonei alla prevenzione e adempiute tutte le obbligazioni proprie della sua posizione di garanzia, egli non risponderà dell’evento derivante da una condotta imprevedibilmente colposa del lavoratore. Il principio è stato enunciato dalla Cassazione con la sentenza 8883/16, in cui si considera maggiormente la responsabilità dei lavoratori attuando il cosiddetto «principio di auto responsabilità» degli stessi. Viene così abbandonato il criterio esterno delle mansioni che «si sostituisce con il parametro della prevedibilità, intesa come dominabilità del fattore causale». La sentenza trae motivo dal ricorso proposto dall’amministratore di una società e dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp) della società stessa, contro la sentenza d’appello che li aveva riconosciuti colpevoli del reato di lesioni a carico di un lavoratore caduto dal tetto di un capannone. Dai fatti accertati è risultato che la sera prima dell’incidente, il lavoratore, elettricista manutentore, dipendente della società da 5 anni, si era recato per un sopralluogo, su incarico della propria azienda e accompagnato dall’amministratore della società, presso un capannone del committente dove avrebbe dovuto montare dei faretti sulle pareti esterne. In tale circostanza il lavoratore e il Rspp della committente avevano utilizzato un elevatore con braccio meccanico. A conclusione del sopralluogo il Rspp della società datrice di lavoro, informato telefonicamente del lavoro da eseguire, gli aveva detto di prendere tutte le attrezzature di lavoro e di sicurezza, con la verosimile certezza che l’operaio avrebbe operato dall’elevatore messo a disposizione dal committente. È avvenuto invece che il lavoratore, pur servendosi dell’elevatore, si era portato sul cordolo esterno del capannone, frantumatosi per l’esilità delle lastre di eternit causando l’infortunio. In base alla ricostruzione istruttoria dei fatti, per il Tribunale non era possibile sostenere che quei lavori dovessero essere svolti dal tetto e non dall’elevatore....

IMPIANTI A GAS: NUOVE NORME

Per gli impianti interni asserviti ad apparecchi utilizzatori con singola portata termica nominale massima <35 kW. Due nuove norme sono state pubblicate, si tratta della UNI 7128:2015 e della UNI 7129:2015. La UNI 7128:2015 è rivolta agli “Impianti a gas per uso civile”, la UNI 7129:2015 riguarda gli “Impianti a gas per uso domestico e similare alimentati da rete di distribuzione”. La UNI 7128 stabilisce i termini e le definizioni relativi agli impianti civili per l’utilizzazione dei gas combustibili appartenenti alla 1a, 2a e 3a famiglia di cui alla UNI EN 437. In essa si stabiliscono i termini e le definizioni riferiti agli impianti, ai loro componenti e accessori, agli apparecchi, ai sistemi per l’adduzione dell’aria comburente per il ricambio dell’aria e l’evacuazione dei prodotti della combustione, al settore edile, alle caratteristiche del combustibile, alle attività e agli operatori del settore nonché quelli relativi alle condizioni degli impianti e agli eventi. La norma, precedentemente applicabile ai soli impianti domestici e similari alimentati da rete di distribuzione è stata estesa a tutti gli impianti gas ad uso civile (inclusi, dunque, gli impianti di alta potenza, gli impianti per la ristorazione collettiva e gli impianti a GPL alimentati da bombole). Di impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di distribuzione si occupano invece la UNI 7129-1 (E01089441), la UNI 7129-2 (E01089442), la UNI 7129-3 (E01089443), la UNI 7129-4 (E01089444) e la UNI 7129-5 (E01089445). La nuova UNI 7129 stabilisce i criteri di progettazione, installazione e messa in servizio degli impianti a gas per uso domestico e similare alimentati da reti di distribuzione. Essa integra altre norme, che di conseguenza risultano abrogate: UNI/TS 11147:2008 – raccordi a pressare; UNI/TS 11343:2009 – Multistrato; UNI/TS 11340:2009 – tubi corrugati; UNI 11071:2003 Impianti a gas per uso domestico asserviti ad apparecchi a condensazione e affini – Criteri per la progettazione, l’installazione,...

SISTRI da Marzo per nuove imprese: le sanzioni applicabili

SISTRI dal 3 Marzo per piccoli artigiani e produttori iniziali di rifiuti pericolosi, ma un emendamento al Milleproroghe fa slittare al nuovo anno le nuove e più aspre sanzioni. SISTRI: entrata in vigore e sanzioni 2014 e 2015 Fino al 2015 niente sanzioni per chi non adempie agli obblighi  SISTRI: lo stabilisce un emendamento all’articolo 10 del decreto Milleproroghe approvato alla Camera (in Senato entro fine mese per approvazione finale), mentre si conferma per il 3 marzo la partenza per il 2° scaglione di soggetti coinvolti, compresi alcuni piccoli artigiani (carrozzieri, elettrauto, orafi, parrucchieri): •Comuni e traportatori di rifiuti urbani della Campania. •Trasportatori di rifiuti speciali pericolosi auto-prodotti. •Enti o imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi come conseguenza della loro primaria attività professionale. Sono esclusi i produttori iniziali non organizzati in enti o imprese (es.: professionisti) e quelli che producono rifiuti urbani, anche se pericolosi. Sanzioni SISTRI Il periodo cuscinetto sulle sanzioni serve a dare più tempo alle aziende per adeguarsi al nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, sia quelle per le quali i nuovi obblighi sono partiti a ottobre 2013, sia quelle della nuova tranche. L’emendamento fa slittare da luglio a dicembre lo stop alle sanzioni SISTRI, ma solo per quelle previste dagli articoli 260-bis e 260-ter del dlgs 152/2006 (da 2.600 a 15.500 euro per chi omette l’iscrizione). Dunque, non significa che non si pagano sanzioni ma che si applicano quelle precedenti all’entrata in vigore del SISTRI. Allo stesso modo, le imprese devono effettuare tutti i passati adempimenti: registri di carico e scarico, formulari di trasporto, dichiarazione annuale al catasto dei rifiuti. (fonte...

Milleproroghe, ancora rinvii per le norme antincendio e funivie

La G.U. n. 304 del 30-12-2013 pubblica 2 Decreti-Legge “Milleproroghe” Sono in vigore dal 31.12.2013 Dovranno essere convertiti in legge entro 60 giorni Si tratta di: DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2013, n. 150 Proroga di termini previsti da disposizioni legislative. DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2013, n. 151 Disposizioni di carattere finanziario indifferibili finalizzate a garantire la funzionalita’ di enti locali, la realizzazione di misure in tema di infrastrutture, trasporti ed opere pubbliche nonche’ a consentire interventi in favore di popolazioni colpite da calamita’ naturali Tra gli altri, tra rinvii e modifiche, si segnalano i seguenti: Art. 11 – Proroga termini in materia di beni culturali e turismo 1. Il termine stabilito dall’articolo 15, comma 7, deldecreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, per completare l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi, e’ ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2014 per le strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre venticinque posti letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell’interno 9 aprile 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 maggio 1994, n. 116, che siano in possesso dei requisiti per l’ammissione al piano straordinario biennale di adeguamento antincendio approvato con decreto del Ministro dell’interno 16 marzo 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 marzo 2012, n. 76, e successive modificazioni. Art. 4 – Proroga di termini in materia di infrastrutture e trasporti comma 7 7. I termini in materia di impianti funiviari prorogati, da ultimo, per effetto di quanto disposto all’articolo 11-bis del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, possono essere ulteriormente prorogati di un periodo non superiore a sei mesi, previa verifica da parte degli organi di controllo della idoneita’ al funzionamento e della sicurezza degli impianti. Art. 8 – Proroga di termini in materia di lavoro e politiche sociali 1. All’articolo 21...


                     
                     
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